Traduzione fra gastronomia e storia: Kaiserschmarren al Quark alla Corte viennese

Traduzione fra gastronomia e storia: Kaiserschmarren al Quark alla Corte viennese

Esperienze di traduzione e sfide appassionanti fra storia e gastronomia

La traduzione in cucina

La traduzione in ambito gastronomico presenta delle sfide tutte particolari. Si parte dalla semplice ricerca in dizionari specializzati per poi coinvolgere competenze linguistiche, culinarie, culturali e a volte anche storiche.

Da una parte è un po’ come per la traduzione di manuali d’istruzioni in campo tecnico: se le istruzioni non sono tradotte in modo preciso e accurato, la truciolatrice non funziona… oppure il soufflé non si gonfia. Bollire, sbollentare, cuocere a bagnomaria, a fuoco lento, a fuoco vivo, a vapore, friggere, soffriggere, rosolare, arrostire, scottare, stufare, far imbiondire, imbrunire, appassire, rapprendere e così via, di casseruola in casseruola.

D’altronde la cucina è strettamente ancorata alle tradizioni regionali o addirittura cittadine e spesso anche gli ingredienti sono legati al territorio. Come rendere il Quark delle ricette tedesche? È un formaggio morbido, vagamente simile alla ricotta, ma di consistenza e sapore non identici. Come tradurre lo stracchino, praticamente sconosciuto in Germania?

E poi c’è la questione delle unità di misura. Ad esempio nella cucina austriaca le quantità sono spesso indicate in decilitri e decagrammi. Per non parlare di pollici, piedi, iarde e simili presenti in altre culture.

Che fare poi con i nomi dei piatti tipici sconosciuti o conosciuti solo in alcune regioni della lingua d’arrivo, come Lebkuchen (biscotti speziati natalizi), Knödel (canederli) e Kaiserschmarren (una sorta di frittata dolce)? Tradurre o lasciare in lingua originale? La scelta può essere di tipo culturale o editoriale, legata alla funzione e alla concezione del menù o del libro, ispirata al tipo di target cui è destinata.

Tradurre la gastronomia in contesto storico

Se poi, come mi è successo ultimamente, non ci si limita alla traduzione di ricette, ma si entra nella storia della gastronomia varcando la soglia delle imponenti cucine imperiali degli Asburgo nella splendida Vienna dell’epoca dell’imperatrice Elisabetta, le sfide gastronomiche assumono tutto un altro aspetto.

Le abitudini culinarie di Sua Maestà l’imperatore Francesco Giuseppe, la macchina organizzativa che gestiva quotidianamente la preparazione di oltre 2.000 pasti per tutta la Corte, le cene di gala e le cosiddette cene di serie con il loro rigidissimo protocollo. I locali adibiti alle cucine, senza uguali in Europa: la celebre pasticceria imperiale, la cucina della selvaggina e del pollame, quella delle salse e della maionese, la cucina delle grandi occasioni, il gigantesco spiedo e, ancora, la cucina adibita al gelato, la dispensa imperiale, le immense cantine di Corte con i vini e i liquori più prelibati, solo per citarne una piccola parte. L’innumerevole personale addetto alla preparazione dei pasti: dal gran maggiordomo di Corte ai lavapiatti, passando per cuochi di varo grado, giratori di spiedi, portatori di pietanze, mastri trinciatori, cuochi decoratori, accenditori di candele, curatrici di biancheria, apparecchiatori, pulitori d’argenteria, strofinatori di stoviglie in rame e molti altri specialisti.

Un imponente lavoro organizzativo e un appassionante e meticoloso lavoro traduttivo.

Per la traduzione delle vostre ricette, dei vostri menù, di siti internet per alberghi e ristoranti affidatevi a traduttori professionisti tedesco-italiano esperti di gastronomia che conoscono non solo la lingua ma anche i contesti culturali e culinari.