Acqua, storia e architettura: i bunker nazisti sotto le Piccole Dolomiti

Acqua, storia e architettura: i bunker nazisti sotto le Piccole Dolomiti

Articolo di Maren Paetzold | aprile 2020
L’originale in tedesco è stato tradotto in italiano da Jessica Longo

I tunnel antiaerei di Recoaro raccontano la fine della Seconda Guerra mondiale

Il mio viaggio a Vicenza si prospettava entusiasmante: avrei potuto coniugare, una volta di più, la mia passione per l’Italia e quella per l’architettura. Il primo punto in programma, quindi, non poteva che essere un pellegrinaggio alle opere del grande Palladio.

Dopodiché avrei raggiunto Recoaro Terme, ai piedi delle Piccole Dolomiti, dove mi aspettava un’escursione guidata in montagna, magari con le ciaspole se ci fosse stata ancora neve. Sulle Prealpi vicentine a ispirarmi non era tanto l’architettura quanto un elemento che in queste zone ricopriva e ricopre tuttora un ruolo principe, in tutte le sue forme: l’acqua. Recoaro si trova sulle sponde del torrente Agno, nella valle omonima, dove l’abbondanza d’acqua portò in passato al fiorire di lanifici e manifatture tessili. Senza contare ciò che ha fatto la fortuna di Recoaro: l’acqua termale. Scoperte nel 16° secolo sugli altopiani delle Piccole Dolomiti, le sorgenti termali portarono alla costruzione del complesso delle Fonti Centrali, dove ancor oggi si sfruttano le proprietà benefiche di queste acque per diverse cure e trattamenti. Tra gli ospiti più illustri di Recoaro, nota fin dal ‘700 appunto per il turismo termale, ci fu nell’estate del 1881 anche Nietzsche: si dice che fu proprio qui che cominciò la stesura di Così parlò Zarathustra.

Mai mi sarei aspettata che, oltre all’acqua, avrei ritrovato qui anche le testimonianze di un capitolo fondamentale della storia europea. E non mi riferisco alla Grande Guerra con le infrastrutture militari – come non ricordare la vicina Strada delle 52 gallerie – e gli infiniti cunicoli italiani e austro-ungarici che bucherellano queste montagne e tutto il vecchio fronte alpino, bensì alle opere architettoniche realizzate qui negli ultimi mesi di occupazione nazifascista durante la Seconda Guerra mondiale.

Nelle viscere della montagna: la rete di gallerie antiaeree fungeva da Quartier generale dell’esercito tedesco.

È stata dunque una sorpresa quando la nostra guida alpina, invece che lungo i sentieri che portano in quota, ci ha invitati a seguirlo nei sotterranei del complesso termale illustrandoci il contesto storico in cui di lì a poco ci saremmo letteralmente “inoltrati”. A seguito dell’istituzione della Repubblica di Salò e dell’occupazione nazifascista, nel settembre del 1944 l’esercito tedesco insediò il proprio Quartier generale a Recoaro. Oltre alla posizione evidentemente strategica e protetta nell’area prealpina, la nota stazione termale offriva i servizi e le infrastrutture ideali per fungere da punto d’appoggio: i numerosi alberghi furono occupati da circa 1500 soldati tedeschi.

Vista sull’odierno complesso termale di Recoaro

Per garantire protezione alle truppe anche nel caso di un attacco aereo, nelle vicinanze degli hotel i tedeschi scavarono la montagna realizzando diverse gallerie rivestite di muratura o calcestruzzo. Nell’area del complesso termale fu realizzato il tunnel più grande e importante: ospitava la Centrale di comando del Gruppo d’armate C e i relativi uffici. In totale sono 25 le gallerie che serpeggiano nella roccia come un labirinto, a cui si aggiungono 6 bunker antiaerei fuori terra e numerose trincee. Progettate sfruttando le conoscenze specialistiche di ingegneri italiani, l’esecuzione delle opere antiaeree fu affidata a imprese edili locali che per i lavori reclutarono soprattutto gli abitanti, di tutte le età, di Recoaro e dei dintorni. Il sottosuolo di questa zona è costituito da fillade quarzifera, una roccia metamorfica scistosa con marcata presenza di mica: una roccia particolarmente adatta per questo tipo di costruzioni.

Esattamente 75 anni fa: l’inizio della fine

Il Quartier generale tedesco sulle Prealpi vicentine ricoprì un ruolo decisivo nelle battute conclusive del secondo conflitto mondiale. Dopo la liberazione di una vasta parte del territorio italiano da parte degli Alleati, la sede del Comandante in capo delle forze d’occupazione tedesche divenne un bersaglio militare primario. Il 20 aprile 1945 gli aerei americani lanciarono su Recoaro 18 bombardieri. Se il bombardamento rase al suolo gli edifici storici del centro termale, i rifugi antiaerei non subirono danni e tra i tedeschi si registrarono pochissime perdite. Tuttavia, la situazione della Wehrmacht in Italia era già critica: l’arrivo di rinforzi e rifornimenti da nord era diventato praticamente impossibile e l’ininterrotta offensiva primaverile degli Alleati aveva significato un massiccio indebolimento delle postazioni tedesche già da inizio aprile.
Il 22 iniziarono le trattative di capitolazione, entrate nella storia con il nome di Operazione Sunrise, tra gli ufficiali tedeschi e gli americani. L’incontro decisivo per l’armistizio – la Conferenza di Recoaro – ebbe luogo nella galleria più grande, il bunker della Centrale di comando, e sancì la prima capitolazione parziale dei tedeschi.

Attraversando questi tunnel è facile immaginare la segretezza con cui si svolsero le durissime trattative che, condotte all’insaputa di Hitler, portarono in conclusione al ritiro delle truppe tedesche e alla fine dell’occupazione. I cunicoli, testimoni muti della storia, dopo la fine della guerra sono rimasti nascosti per moltissimo tempo, gli accessi bloccati e ricoperti di vegetazione. L’impegno e le iniziative dell’Associazione Bunker Recoaro 1944–1945 hanno risvegliato l’interesse per questa opera architettonica quasi dimenticata: si è cominciato a studiare gli accadimenti e a ripristinare gli ingressi, tanto che oggi alcuni bunker sono addirittura visitabili.

Informazioni per le visite disponibili sul sito delle Terme di Recoaro. L’ingresso del bunker di comando si trova nel parco delle Fonti Centrali.

Il sistema di bunker nel video proposto sul sito web dell’Associazione Bunker Recoaro 1944–1945

Il bunker di comando è accessibile solo temporaneamente. Nonostante i tanti pannelli informativi che illustrano i punti salienti di quegli eventi storici, il complesso di gallerie non ha carattere museale e i cunicoli sono affiancati da piccoli rivoli d’acqua – eccola, di nuovo, l’acqua che mi aveva portato a Recoaro! Una volta uscita da quegli ambienti angusti e umidi, diversi metri sottoterra, mi sono resa conto di quanto sia preziosa l’opportunità di visitare un luogo che è stato teatro di eventi storici così decisivi.

Una riconversione delle gallerie è impossibile nella maggior parte dei casi, gli unici che hanno trovato un nuovo utilizzo sono i pochi tunnel privati che ora fungono da cantina per i vini. Ma si sta lavorando alla riapertura dei vecchi accessi per consentire ai visitatori e alla gente del posto di confrontarsi con questo significativo tassello di storia contemporanea. Insieme all’amministrazione comunale e a diverse associazioni locali è in programma la realizzazione, a cura dell’architetto recoarese Roberto Besco, di un percorso museale tematico tra le vie della cittadina. Il progetto prevede anche l’apertura di diversi bunker, con visite guidate e presentazione di informazioni storico-culturali.

La riscoperta e il ripristino a scopo museale di bunker e sistemi difensivi risalenti a entrambi i conflitti mondiali segnala la volontà di mantenere viva la memoria – una tendenza che, complice anche il recente Centenario della Grande Guerra, è visibile in diverse parti d’Italia e spesso si accompagna alla pubblicazione di ricerche, iniziative locali e attività turistiche dedicate. Interessante in questo senso l’iniziativa dell’architetto bolzanino Heimo Prünster che, convinto che la pesante – e per l’Alto Adige particolarmente controversa – eredità delle opere difensive del 20° secolo faccia parte del paesaggio culturale, ha fondato l’Istituto di bunkerologia applicata proprio con l’intento di promuovere lo studio di questo campo. Da segnalare anche gli approfondimenti di TURRIS BABEL, la rivista della Fondazione Architettura Alto Adige, che ha dedicato ai bunker un intero numero – »BUNKERLANDSCHAFT SÜDTIROL – PAESAGGI FORTIFICATI« (12/2017) –  soffermandosi in particolare sul tratto altoatesino del Vallo Alpino del Littorio (VAL), lo sbarramento cominciato da Mussolini nel 1938 lungo la linea delle Alpi per difendersi da eventuali attacchi da nord e mai terminato.

Riporto qui le parole di Paolo Asnicar, Guida alpina di Recoaro e membro dell’Associazione Bunker Recoaro 1944–1945, che mi ha accompagnata alla scoperta di questo mondo nascosto.

In primo luogo la cittadina di Recoaro è stata coinvolta completamente nelle ultime fasi della Seconda Guerra mondiale, già a partire dalla fine estate 1944, e utilizzata come sede del Comando del Gruppo di Armate C e dell’Alto Comando della Wehrmacht in Italia, dal quale dipendevano le operazioni sulla Grüne Linie (Linea Gotica), fino alla resa delle truppe tedesche che avvenne dopo il bombardamento da parte degli Americani, visto che i negoziati segreti in corso con gli Alleati si erano bloccati.

Quindi per noi Recoaresi diventa un punto di orgoglio sapere che il nostro paesello è stato un tassello della storia con la decisione di resa incondizionata delle truppe tedesche in Italia, salvando molte vite umane sia da una parte che dall’altra del fronte, diventando un paese di PACE.

La nostra associazione, che si fregia di storici, professori e appassionati, vuole dare la possibilità di fare conoscere questi luoghi, per visitarli e valorizzarli nel modo migliore, fornendo anche un servizio di accompagnamento su richiesta tutto l’anno e un calendario di aperture estivo per i turisti e appassionati.
Questo ci permette anche di offrire un modo diverso di parlare di storia alle scuole di tutti i livelli, avvicinando le future generazioni alla scoperta della propria storia e del proprio territorio
.”

Fonti:

Siti in lingua italiana:

Siti in lingua tedesca:

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