Il linguaggio di genere nella traduzione dal tedesco all’italiano

Il linguaggio di genere nella traduzione dal tedesco all’italiano

Articolo di Francesca Parenti | marzo 2022

Tradurre il linguaggio di genere: esempi concreti dalla bottega di una traduttrice

In Italia il dibattito sul linguaggio inclusivo e sulla discriminazione di genere è di grande attualità. In Germania se ne parla da tempo e ormai anche nel mio lavoro di traduttrice questo tema sta acquistando importanza, quindi, sull’onda dell’esperienza degli ultimi mesi, ho deciso di scrivere alcune riflessioni sul trattamento del linguaggio di genere nella traduzione dal tedesco all’italiano.

Sempre più spesso in italiano si leggono i femminili di professioni che fino a una quindicina di anni fa erano usate solo nella forma grammaticale maschile: è il caso di sindaca, assessora, medica o architetta. C’è chi – soprattutto sui social, ma in qualche caso anche sulla carta stampata – ha iniziato a usare segni alternativi come l’asterisco (*) o lo schwa (ǝ) per evitare il maschile sovraesteso che ormai tende a essere percepito come discriminatorio.

 

La parità di genere nella lingua tedesca

In area germanofona il dibattito ha già prodotto delle soluzioni più inclusive che vengono adottate ormai anche a livello istituzionale. Dove possibile si ricorre alla neutralizzazione (de-gendering) quindi all’utilizzo di espressioni neutre e termini come Mensch, Person, Fachkraft o del participio presente (es. Lesende); altrimenti si sceglie la femminilizzazione (engendering) rendendo visibile il femminile ad esempio con la doppia forma sul modello Leser und Leserinnen (lettori e lettrici), con lo sdoppiamento o splitting (bambini/e) oppure con forme miste come Leser_innen, Leser:innen, Leser*innen dove i segni grafici _ : * hanno il compito di includere maschile, femminile e anche coloro che non si identificano nel sistema binario.
D’altronde va detto che la lingua tedesca, grazie alla sua struttura morfologica, ha il vantaggio di non dover concordare i participi passati (sono andato/a – ich bin gegangen) e di avere un unico articolo plurale (der/die/das al singolare, die al plurale). In italiano è oggettivamente più difficile gestire i testi con la doppia forma maschile e femminile poiché è sempre necessario differenziare il genere anche nei relativi articoli, aggettivi, (in parte) participi e predicati nominali sia al singolare che al plurale.

Linguaggio di genere e traduzione

Questa attenzione per la ricerca di soluzioni inclusive e non discriminanti deve necessariamente assumere sempre maggior importanza anche nel processo traduttivo. Se l’obiettivo della traduzione è trasporre un testo da una lingua in un’altra rispettandone gli intenti e comunicando il messaggio in modo che sia nella lingua di partenza sia in quella d’arrivo abbia gli stessi effetti sul lettore, è fondamentale riflettere sugli aspetti a cui si è accennato sopra.

Se l’autore del testo originale scrive Ärzte und Ärztinnen, ÄrztInnen, Ärzt:innen oppure Ärzt*innen (medici e mediche), vuole veicolare un certo messaggio e il traduttore ha il dovere di recepirlo e tra-durlo nel testo d’arrivo. Anche se spesso è più complesso di quanto si pensi.
Ma vediamo qualche esempio concreto.

Inclusione: qualche esempio ragionato nella traduzione dal tedesco all’italiano

Apro qui la mia cassetta degli attrezzi per mostrarvi come si svolge il paziente lavoro di limatura delle artigiane e degli artigiani della traduzione.
Gli esempi e le possibili traduzioni proposte non hanno la pretesa di trattare esaustivamente l’argomento, quanto piuttosto di illustrare e rendere visibile il lavoro di riflessione, confronto e scelta che le traduttrici e i traduttori professionisti affrontano quotidianamente.

Schermata di traduzioneHo scelto alcune frasi esemplari tratte da un testo che ho tradotto recentemente nel quale gli autori sono estremamente attenti a utilizzare un linguaggio il più possibile inclusivo. Si tratta di un testo divulgativo su alcune prestazioni offerte dal sistema sanitario tedesco. Nella versione originale tedesca si sono scelte la variante con asterisco, la doppia forma maschile e femminile e, dove possibile, la neutralizzazione. Nella traduzione ho preferito evitare le soluzioni più ‘nuove’ come asterisco, schwa e simili, poiché personalmente le considero ancora troppo sperimentali e non abbastanza diffuse in italiano da assicurare la comprensione del testo da parte del target.


Esempio 1

„Sollten Sie Fragen haben, wenden sie sich an Ihren Arzt oder Ihre Ärztin.“

In questo caso la soluzione è piuttosto semplice e utilizzare “medica” – benché a qualcuno possa suonare strano – è corretto e auspicabile:
“Se ha delle domande si rivolga al suo medico o alla sua medica.”

Si potrebbe pensare anche all’utilizzo dello sdoppiamento contratto, e allora la traduzione sarebbe:
“Se ha delle domande si rivolga al/alla suo/a medico/a.”

Così si risparmia un po’ di spazio (che in alcune tipologie testuali può essere importante), tuttavia la presenza di articolo e aggettivo possessivo richiedono l’utilizzo di ben tre barre, rendendo il testo meno scorrevole. Lo sdoppiamento contratto si trova abbastanza spesso nella modulistica, dove i testi sono brevi e non discorsivi.

Esempio 2

„Neben Ärzt*innen und Krankenpfleger*innen gibt es eine ganze Reihe spezialisierter Therapeut*innen.“

Qui una soluzione inclusiva che renda visibili i due generi ed escluda il maschile sovraesteso risulta piuttosto pesante e il testo perde leggibilità:
“Oltre a medici e mediche e infermieri e infermiere ci sono una serie di terapeuti e terapeute specializzati e specializzate.”

In questa frase si può aggirare il problema scegliendo una soluzione neutra, che ha il pregio di includere tutti i generi:
“Oltre al personale medico e infermieristico c’è anche personale specializzato in diverse aree terapeutiche.”

Esempio 3

Tuttavia – come spesso succede nella traduzione – non sempre c’è una soluzione ideale. Spesso bisogna scendere a compromessi e scegliere fra diverse opzioni ‘imperfette’. Vediamo ancora un esempio:

„Diese Maßnahmen können die Gesundheit und die Lebensqualität von chronisch kranken Kindern und Jugendlichen verbessern.“

Qui il problema principale è Kinder che è di genere grammaticale neutro e include persone di tutti i generi. L’italiano non ha una parola equivalente e ugualmente inclusiva, quindi andrebbe reso con “bambini e bambine” da affiancare ad adolescenti (Jugendlichen) che, se privo di articolo e aggettivi, può valere per tutti generi. Abbiamo però ancora il problema di chronisch kranken che si riferisce a bambini, bambine e adolescenti e, volendo evitare il maschile sovraesteso per gli aggettivi, dovrebbe essere “malati cronici e malate croniche”. Riassumendo:
“Queste misure possono migliorare la salute e la qualità della vita di bambini, bambine e adolescenti malati cronici e malate croniche.”
Così risulta poco scorrevole.

Proviamo a fare altre ipotesi:
“Queste misure possono migliorare la salute e la qualità della vita di bambini, bambine e adolescenti affetti e affette da malattie croniche.”
Meglio ma ancora poco scorrevole.

“Queste misure possono migliorare la salute e la qualità della vita di bambini e adolescenti malati cronici.”
Questo è il classico maschile sovraesteso che si vuole evitare nel rispetto del testo originale.

“Queste misure possono migliorare la salute e la qualità della vita di bambini, bambine e adolescenti malati cronici.”
Qui si limita il maschile sovraesteso all’accordo degli aggettivi.

“Queste misure possono migliorare la salute e la qualità della vita di bambini, bambine e adolescenti con malattie croniche.”
Questa è la soluzione più elegante a mio parere: sostituendo gli aggettivi con un complemento si evita di dover marcare il genere. L’unico punto non risolto rimane “bambini, bambine” che oltre a contenere una ripetizione non include le persone non binarie.

Esempio 4

„Die Gruppen sind so zusammengesetzt, dass die Kinder und Jugendlichen Kontakt zu Gleichaltrigen haben, mit denen sie sich während der Reha über ihre Erfahrungen austauschen können.“

Qui, a mio avviso, il risultato migliore che si riesce a ottenere senza ricorrere al maschile sovraesteso ha ben due ripetizioni e in questo caso bisogna chiedersi se il testo non ne risulti troppo appesantito:
“I gruppi vengono formati in modo che bambini, bambine e adolescenti abbiano contatto con coetanei e coetanee con cui durante la riabilitazione possano avere uno scambio sulle proprie esperienze.”
Inoltre anche questa soluzione non tiene conto delle persone non binarie.

Esempio 5

Il lavoro si complica ulteriormente in una frase apparentemente semplice come questa:
„Kleinere Kinder werden zusammen mit einer Begleitperson untergebracht.“

Una versione letterale e inclusiva senza maschile sovraesteso potrebbe essere:
“I bambini più piccoli e le bambine più piccole vengono generalmente sistemati e sistemate in stanza con la persona che li o le accompagna.”
Tuttavia trovo che non sia accettabile per le troppe ripetizioni.

“Per i bambini più piccoli e le bambine più piccole la sistemazione in stanza avviene con la persona che li o le accompagna.”
Così si evita una ripetizione, ma il tono della frase si fa più burocratico (che è quanto il testo d’origine vuole evitare).

“I bambini e le bambine più piccoli vengono sistemati in stanza con la persona che li accompagna.”
Qui si rendono visibili le bambine, rinunciando tuttavia all’accordo al femminile delle altre parole. Non è una soluzione perfetta, come non lo sono le precedenti o altre intermedie.

Linguaggio di genere: la traduzione come mediazione

Come si diceva all’inizio, nella traduzione il punto fondamentale non è trovare la soluzione perfetta per chi scrive – quindi in questo caso per chi traduce – ma la soluzione più adeguata al testo d’origine nel sistema linguistico e sociale d’arrivo. Si tratta sempre di operare delle scelte tenendo conto di molti fattori e dovendo a volte fare delle rinunce. L’importante è che le scelte siano fatte con consapevolezza, dopo un’attenta valutazione dei testi e delle alternative, tenendo sempre presenti gli obiettivi del cliente.

Il linguaggio di genere è solo uno degli aspetti da affrontare durante la traduzione, ce ne sono molti altri che meritano uguale attenzione e cura.

La traduzione è un processo complesso e una sfida sempre nuova e affascinante. Quando scegliete a chi affidare i vostri testi, assicuratevi che si tratti di traduttori e traduttrici competenti e professionali che comprendano affondo il testo, analizzandone i vari aspetti per trasporlo nella lingua d’arrivo e facendo delle scelte consapevoli e adeguate ai vostri intenti e al vostro target.

 

Riferimenti bibliografici e link ad articoli sull’argomento:

Nomi di mestiere e questioni di genere di Vittorio Coletti per l’Accademia della Crusca (2021)

Un asterisco sul genere di Paolo d’Achille per l’Accademia della Crusca, rubrica Risposte ai quesiti (2021)

Ministra, portiera, architetta: le ricadute sociali, politiche e culturali dei nomi professionali femminili di Vera Gheno per il sito Linguisticamente (2020)

Le italiane e l’italiano: quattro studi su lingua e genere, Stefano Ondelli (a cura di), Edizioni Università di Trieste, 2020

La neutralità di genere nel linguaggio usato al Parlamento europeo, Parlamento Europeo (2018)

Linee guida per l’uso del genere nel linguaggio amministrativo di Cecilia Robustelli (2013)

Nuova grammatica dell’italiano adulto, Vittorio Coletti, il Mulino, 2021

Femminili singolari, Vera Gheno, effequ, 2021

 

Geschlechter­gerechter Sprach­gebrauch, Duden

Hinweise zur geschlechtersensiblen Sprache in der hamburgischen Verwaltung, Senat der Freien und Hansestadt Hamburg (2021)

Bericht und Vorschläge der AG „Geschlechtergerechte Schreibung, Rat für Deutsche Rechtschreibung (2018)

Richtig gendern, Anja Steinhauer und Gabriele Diewald, Duden, 2017