Intraducibilità e negoziazione: la traduzione come ponte

Intraducibilità e negoziazione: la traduzione come ponte

La traduzione come ponte fra culture

Un viaggio all’interno delle parole alla scoperta di mondi sconosciuti.

La questione della traducibilità o intraducibilità delle parole, spesso affrontata nella letteratura specialistica, offre nel mondo globalizzato e multilingue di internet infiniti spunti di riflessione e giochi alla ricerca delle parole più strane e intraducibili. Ma cosa significa “intraducibile”? Il vocabolario Treccani online lo definisce così: “Che non si può tradurre in altra lingua, o piuttosto che non può essere tradotto adeguatamente […]”. Ci sono davvero parole intraducibili? O si tratta di “negoziazione” per arrivare a “dire quasi la stessa cosa” come scrive Umberto Eco in un celebre saggio sull’argomento? La traduzione non è solo un ponte attraverso il quale si passa da una lingua all’altra, collega anche le sponde di due diverse culture. Più sono diverse le culture e più sarà probabile non trovare sulle due sponde sassi e conchiglie uguali. Allora il bravo traduttore, che conosce a fondo le due lingue e le due culture e ne comprende le differenze, inizia il lavoro di negoziazione ricorrendo di volta in volta ad adattamenti, prestiti, perifrasi e altre tecniche per rendere al meglio quell’espressione della lingua di partenza nel testo di arrivo. I casi più complessi sono proprio quelli di parole nate per descrivere fenomeni ed emozioni specifici di una certa cultura e non riscontrabili nell’altra. Il tedesco è una lingua molto flessibile nella creazione di parole composte, che spesso riescono a racchiudere significati molto complessi.

Parole tedesche culturalmente specifiche

Ecco una selezione di termini tedeschi la cui resa in italiano richiede da parte del traduttore un accurato lavoro di negoziazione, anche tenendo conto della tipologia del testo e della sua destinazione.

Quereinsteiger. La Germania, lo sanno tutti, è un paese molto ben organizzato e strutturato. L’accesso alle professioni – tutte le professioni, anche le più semplici – è preceduto da studi o corsi di formazione appositi. La parola Quereinsteiger è nata proprio per indicare l’eccezione a questa regola: colui che si dedica a una professione diversa da quella che ha imparato o per cui ha studiato, letteralmente “colui che entra lateralmente” – da una porta secondaria o a metà strada.

Zweisamkeit. È una parola che ricalca il termine tedesco per solitudine (Einsamkeit), con essa però non si intende l’essere soli, ma l’essere in due. Si potrebbe giocare con l’italiano coniando la parola “duotudine”. La Zweisamkeit, a differenza della solitudine, è spesso intesa in modo positivo: passare del tempo piacevolmente in due, godersi una serata, una passeggiata, un viaggio in due.

Kaffeetrinken. È una di quelle parole che nascondono un mondo. Si tratta di una parola composta apparentemente semplice, alla lettera “bere il caffè”; culturalmente rimanda a una tradizione sconosciuta per chi non frequenta la Germania. Un italiano pensa subito al caffè (espresso, ovviamente) preso a una qualunque ora in piedi al bancone di un bar. Invece il Kaffeetrinken, riservato al pomeriggio, è una sorta di merenda a base di caffè (lungo, naturalmente), cappuccino (sì, in Germania si beve anche nel pomeriggio), tè o bevande simili e golosissime torte accompagnate da infinite variazioni di biscotti. A dire il vero è più di una merenda: innanzi tutto non è riservato solo ai bambini e spesso è un’occasione per invitare amici o parenti e passare qualche ora in compagnia; non si fa nemmeno tutti i giorni (forse anche per proteggere la linea) e preferibilmente nel fine settimana.

Geisterfahrer. Ogni tanto i programmi radio tedeschi vengono interrotti dall’annuncio dello speaker: “Attenzione! Sull’autostrada … all’altezza di … si trova un Geisterfahrer.” Letteralmente significa “automobilista fantasma”, in realtà non si tratta di fenomeni sovrannaturali, ma semplicemente di un automobilista che ha imboccato l’autostrada contromano e che gli altri automobilisti si vedono venire in contro, con tutte le complicazioni del caso. Un italiano si chiede come sia possibile imboccare l’autostrada contromano; in Germania non è poi così difficile, se si tiene conto del fatto che non ci sono i caselli per il pagamento del pedaggio. Basta che l’automobilista abbia bevuto una birra di troppo. Ma i Geisterfahrer sono anche nonnetti un po’ sbadati o ragazzi alle prese con tragiche prove di coraggio. Ad ogni modo la lingua tedesca ha sentito il bisogno di coniare una parola apposita.

A volte un termine, e quindi il concetto che rappresenta, può essere reso più facilmente usando un linguaggio diverso da quello delle parole, facendo una traduzione intersemiotica, e passando ad esempio al linguaggio della musica o delle immagini. Ovviamente è un espediente a cui il traduttore non può ricorrere, ma può essere un gioco molto stimolante, come dimostrano le opere di una designer neozelandese che ha cercato di tradurre in immagini alcune parole straniere considerate “intraducibili” in inglese: Anjana in Auckland.